Sono Cicloamico fin dalla fondazione dell’associazione; li conosco bene. Naturalmente, vanno in bicicletta ma non si accontentano di fare le mosche bianche.
L’idea dei Cicloamici è offrire ai nostri figli (più realisticamente, i pronipoti) almeno le premesse per un modello di città diverso. Per fare questo abbiamo accettato una pacifica battaglia fatta di progetti e iniziative promuovendo le nostre speranze presso enti e istituzioni.
I Cicloamici, pur non appartenendo a nessun partito, fanno politica attiva; non stanno a guardare e non aspettano promesse ma agiscono incalzando il potente di turno verso la mobilità sostenibile, un modello di città a misura di genitori e bambini.
Tuttavia, fare progettualità significa avere conoscenze e competenze che possono maturare solo attraverso una formazione di alto livello. A questo compito non ci siamo sottratti e, proprio in queste settimane, si è concluso il 1° corso di formazione nazionale FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) per dirigenti di associazioni di volontariato.
Quindi, se la cultura va in bici perché la nostra salute, deve rimanere a piedi o meglio in macchina?
Cicloamici Salute è un’idea semplice e ambiziosa che vuole dare benessere in cambio di un impegno al cambiamento.
Abbiamo città poco vivibili ma anche abitudini poco sane, inerzie e ruggini che ci impediscono di immaginare la nostra giornata in maniera diversa. Le nostre città diventeranno delle “Slim City”, vale a dire luoghi che ci rendono “magri” sia nel corpo che nello spirito solo se i loro abitanti lo richiederanno a gran voce, se ne sentiranno la necessità.
Il problema è iniziare da qualche parte, provare, in un contesto di consapevolezza, dei cambiamenti nei comportamenti più banali, così tanto banali che non riusciamo mai a fare.
Con questo progetto, mi faccio carico del compito di aprire una via che chiunque può imboccare.
I Cicloamici si impegnano in salute e tu che fai?
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