Questo titolo l’ho preso in prestito o forse rubato, non so, da un articolo apparso su Repubblica On line (Corsa, bici e slowfood la città che fa dimagrire, E.Franceschini, Repubblica del 19/02/08).
Ne ho fatto un po’ lo slogan del progetto perché fondamentalmente rispecchia il modo di vivere cittadino di noi Cicloamici.
Non mi prefiggo, certamente, di dare uno standard di riferimento per le città che vogliono essere “Light”, “Slim” o più semplicemente vivibili, ma sarebbe bello che fossero i partecipanti al progetto a darne i contorni.
Infatti, se da una parte i nostri amministratori sono poco attenti alle tematiche della mobilità sostenibile dall’altra è pur vero che noi cittadini non sappiamo neppure quello che ci serve.
E’ troppo facile parlare di progetti faraonici di trasformazione urbanistica senza tener conto della reale utilità e fattibilità. Invece, sperimentare la città significa poter proporre opere il più delle volte di modesta entità ma di grande valore per chi ne usufruisce.
Noi Cicloamici abbiamo verificato più volte che se le proposte sono impostate in questo modo molti amministratori ascoltano e qualche volta realizzano anche. Per fare un esempio un gruppo di genitori potrebbero arrivare alla conclusione che accompagnare i propri figli a scuola con la bici conviene.
Infatti, la scuola dista solo 1 Km da casa e ogni mattina l’ammasso di automobili all’entrata fa perdere una quantità di tempo irragionevole senza considerare arrabbiature e tutto il resto. Per un attimo facciamo finta che questi genitori siano molto fortunati e riescano nel loro intento, ma hanno dei problemi perché la città pone degli ostacoli alla loro scelta.
Da qui la possibile proposta presso le amministrazioni. Queste persone non diranno genericamente “vogliamo andare più sicuri in bici”, ma bensì “vogliamo che questa strada da qui alla scuola sia più sicura”.
Dichiarata questa esigenza, può essere che tutto si risolva con la sola presenza di qualche vigile in più all’orario di apertura delle scuole. Pertanto, un conto e richiedere a gran voce la necessità di piste ciclabile a quattro corsie per un bisogno generico di mobilità, un altro è quello di porre uno specifico problema da parte di alcuni cittadini.
Secondo me, una città sarà tanto più “Slim” quanto più saprà dare risposte puntuali a domande concrete in termini di mobilità alternativa. In che misura tutto questo si possa realizzare dipenderà da quanti si impegneranno in questo come in qualsiasi altro progetto di promozione alla salute.
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